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I 10 peggiori tipi di musicista su Facebook

I 10 peggiori tipi di musicista su Facebook

I 10 peggiori tipi di musicista su Facebook

I 10 peggiori tipi di musicista su Facebook

Sono su Facebook, sono tra noi e spesso sono un pericolo. PillTapes ha creato questa lista di profili criminali per individuare ed eventualmente stare alla larga da alcuni tipi di musicisti presenti su Facebook.

 

1. Il Cupertino

Non scrive di musica, non scrive di politica, niente animali, niente calcio o televisione. E’ un sostenitore della Apple e un adoratore di Steve Jobs. Qualunque musica è buona se nel processo di produzione centra qualcosa un Mac. Questo non vuol dire che è contro il musicista di strada, dato che in quel caso non sono necessari prodotti Apple. Ma se qualcuno ha bisogno di un computer o di uno schermo o di un mouse, guai se non sono Apple. Scatena la sua ira in flame attivi per giorni dove salta fuori la sua competenza in fatto di sistemi operativi, schede madri, unità disco, e altre cose completamente inutili al fine di giudicare se una musica è decente o meno. In casi estremi, le foto del Cupertino ritraggono lui abbracciato a impiegati di Apple Store di diverse città italiane ed estere. Spesso la sua foto profilo è una mela morsicata. Non è pericoloso tranne quando si propone di accompagnarvi a prendere il prossimo computer portatile, dovete fare di tutto per tenerlo lontano, sviarlo, dandogli magari appuntamento in altre città alla distanza minima di 4 ore di automobile.

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Tipica immagine di copertina del diario di un “Cupertino”

2. Il Musico

Questo tipo di musicista (meglio dire “musico”) è tra quelli sanno distinguere un flauto barocco da un flauto traverso, un violoncello da una viola da gamba. Appartiene quindi a una élite di musicisti molto spesso interessati, oltre all’esecuzione filologica di musiche fino al XVII secolo, anche alla figa giovane e istruita musicalmente. Ma sono di bocca buona e tendono a non disdegnare niente su Facebook fino ai 45 anni, purché la cosa abbia dei contorni romantici e ricorrano citazioni da Freud e Jung a seconda della stagione. Ovviamente appena capita a tiro la ventenne smollano la 45enne con poesie di Zanzotto o peggio canzoni di Guccini, sempre senza disdegnare Freud e Jung. Non sono pericolosi, i loro post riguardano tournèe in teatri e chiese sconsacrate. Non creano eventi, condividono link da youtube (delfini che salvano bambini), a volte scansioni di articoli di cronaca locale che parlano dei loro concerti. Qualche sporadica condivisione da Repubblica o Corriere contro Giovanni Allevi. Indignazione transitoria e ricorrente il per taglio ricorrente di fondi alla scuola pubblica. Rodotà presidente, anticlericalismo sparso. Non è pericoloso per chi ha quello che vuole dalla vita.

3. Il Segnalato

E’ stato un pericolo pubblico per tutti. In pochi non sono mai stati colpiti da un suo messaggio spammoso, impersonale, spesso anche aggressivo in cui ti invita a partecipare a un suo concerto a Brescia quando tu abiti a Gabicce Mare e generalmente non ti interessa la cover band di Zucchero. Sta su Facebook da quando qualcuno gli ha detto che esiste ed è meglio di Myspace, dove spammava indisturbato come una volpe in un pollaio. Dopo i primi anni di inquinamento di Facebook, ha violato tante di quelle norme che gli hanno bloccato praticamente di tutto, dalle amicizie alla possibilità di invitare persone ai suoi eventi. Come una stella, da “gigante rossa” (stellona che distrugge il suo sistema solare) è al momento una nana bianca. Un punto di energia spam che non riesce a fare casino come prima. Attendiamo con orrore la sua trasformazione in buco nero.

Non sa che è per colpa di gente come lui che il web è un mondo peggiore, se gli dici che certe cose non si fanno ti dà dello sbirro pagato da Zuckerberg per rendergli la vita difficile. Pericoloso.

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Un “Segnalato”

4. Il Napoletano

Vedi “il segnalato”, ma con una differenza fondamentale: il Napoletano è furbo, il team di Facebook non è ancora riuscito a districarsi tra le 24 fan page e i 32 profili personali che mediamente gestisce. Algoritmi interni, segnalazioni da parte di utenti nulla possono contro il sistema che il Napoletano ha messo su per spammare concerti, uscite discografiche, fotografie equivoche. Nessuno, tranne gli altri musicisti “Napoletani”, sa esattamente come è possibile gestire questa galassia personale di spam senza perdere intere giornate di lavoro. Il Napoletano non è necessariamente di Napoli, è un modo di dire. Il napoletano può stare pure a Milano o a Monfalcone, ma principalmente vive a Napoli e fa canzoni neomelodiche. Molto pericoloso.

 

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Un “Napoletano”

5. L’Incazzato Anarcoide

Non gli va mai bene niente, dall’ultimo singolo di Madonna alla pratica di ricorrere alla fiducia parlamentare per scongiurare una crisi di governo. Quando la crisi di governo arriva, è contro la crisi di governo. Può avere come foto profilo un ritratto di Pertini, oppure quello di un leone albino. E’ tutto un susseguirsi di post scoraggiati sul mondo e l’umanità, alternati a pezzi suoi caricati soundcloud dai titoli evocativi come “Math after Death”. Può essere un metallaro oppure un musicista elettronico. In ogni caso l’incazzato anarcoide rimane fedele a stilemi musicali rigorosamente anni ’90, 80, 70, 60 ecc. L’importante, nella sua visione della musica e del mondo, è che l’attuale mortifica ciò che è storico. Per lui sono storiche cose di 10 anni fa, per il Musico quelle di 250 anni fa. Non è un cattivo spammer, ma il suo istinto lo tiene alla larga dai guai con Facebook. Alle volte non è possibile capire che si tratta di un musicista perché è capace di condividere post sulla dieta vegana per mesi interi senza alcun riferimento alla musica. Senza essere vegano nella maggior parte dei casi. Sembra pericoloso ma non lo è.

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Immagine profilo di “Incazzato Anarcoide”

6. L’Assente

L’assente è presente su Facebook ma non lo troverai mai per 2 motivi: o ha configurato il suo profilo per non essere visto né trovato da nessuno tranne che da se stesso, oppure ha aperto il profilo “per capire cos’è”. Di conseguenza, quelle rare volte che “passa” da Facebook casca nelle trappole più comuni, come le catene (“condividi questo post se vuoi che Facebook non diventi a pagamento), le pagine per salvare scoiattoli dall’estinzione di massa, l’installazione di finte applicazioni per incontrare sventolone ucraine che fanno le pornostar ma vogliono essere tua moglie. Interessante la sua campagna del 2010 contro le violazioni della privacy su Facebook, unico flame della sua vita e unico segnale di esistenza di una persona che nessuno sa mai cosa fa e perchè.

E’ il tipo di preda più ricercata dagli spammer proprio perché l’Assente pensa di poter stare fuori dal gorgo di Facebook senza saperne nulla di come funziona, a parte quello che dicono i servizi del tg2 o blog sconosciutissimi di suoi compagni di militanze. I rari video presenti sul diario dell’Assente riprendono cani che fanno amicizia con gatti, una vecchia canzone sconosciuta di Bob Dylan, fotografie della sua stanza con chitarre. Alle volte fanno la loro comparsa “caricamenti dal cellulare” con frammenti dalle vacanze dell’estate del 2009 in Sicilia. Non è pericoloso ma non vi aspettate che risponda ad un vostro messaggio.

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Un “Assente” tipico

7. Il Musico dal cielo pentastellato dentro di sé

Variante apocalittica del Musico. Su Facebook riesce addirittura a scroccare vacanze, ospitalità, automobili dai suoi “amici”, intorno ai 4.000. Non supera mai il limite consentito per le amicizie perché ne perde e ne guadagna di nuove in continuazione. Fagocita e digerisce amici durante tutto l’arco della giornata, tranne al mattino, perché le sua attività normalmente iniziano intorno alle 11 antimeridiane e si concludono tra le 2 e le 3 di notte.

E’ normale per lui offendere chi non la pensa come lui, basta pochissimo. Inizialmente attira ed elargisce lusinghe, ma alla prima increspatura nei commenti ai suoi post inizia ad attaccare senza il minimo scrupolo per la vita umana su Facebook. Ecco spiegato, tra l’altro il suo grillismo dai toni escatologici, l’apologetica quotidiana purtroppo ignorata dal Movimento.

Ogni suo post è un tripudio di saggezza occidentale, orientale, trasversale, collaterale.

Esprime argomenti molto elaborati contro la musica nei bar e in generale contro la civiltà dei consumi. Di solito (s)comunica tramite Facebook, e-mail ed SMS, il resto è tecnica e lui è contro la civiltà della tecnica perché non ci sono più i buoni artigiani di una volta e il senso della bottega. E la musica pop ha rovinato intere generazioni, così come la televisione. E quindi sta su Facebook. La domanda è: se questo sta sempre su Facebook, come campa?

 8. Il Compulsivo

Si tratta di un soggetto che soffre di un “horror vacui” generato dalle infinite possibilità di reperimento fonti nel web odierno. Questa patologia lo spinge a condividere in media 100 link al giorno, spaziando tra notizie sul mondo della musica ma soprattutto link da youtube, senza distinzioni di genere, durata, gusto, secondo la logica “tutto fa brodo”. Se è vostro amico la vostra Home sarà intasata da continui aggiornamenti, poichè per lui QUALSIASI ascolto è degno di essere condiviso, si tratti dell’ultima onnipresente traccia dei Daft Punk alla scoperta di una rarissima colonna sonora per videogiochi. Con un’osservazione più attenta si capirà il trucco: il compulsivo raramente ascolta una traccia o legge una notizia fino in fondo, questo lo rende capace di mettere “like” (altra attività che lo impegna molto) dopo 3 secondi dalla pubblicazione di un vostro link che dura 17 minuti. Spesso possiede svariati account in ogni social network possibile e una media di mille amici su fb. Se si tratta non solo di un ascoltatore incallito ma anche di un musicista, state pur certi che all’uscita del suo disco ¾ del materiale iniettato su Facebook sarà lo stesso link al video del primo singolo estratto.

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Il “Compulsivo” condivide 4 o 5 foto sue al giorno

9. Il Criptico

Ogni suo status su fb è un complicatissimo rebus, che intrecciando citazioni di Battiato, riferimenti ad esperienze personali e note della sua tesi di laurea incapsula un messaggio da decifrare. Si trova agli antipodi del “compulsivo”, poichè ogni sua scelta non è mai casuale. Si esprime perlopiù a parole, prediligendo lingue straniere (raramente l’inglese, troppo conosciuto, molto meglio ideogrammi giapponesi o greco antico). Non possono mancare figurine grafiche di ogni tipo, tranne le emoticon standard, ovviamente, predilige simboli esoterici che si ottengono solo sussurando parole magiche alla tastiera del pc. Non svela facilmente le sue fonti e anche se raramente gli vengono chieste spiegazioni, nel caso risponderà confondendo le acque, disseminando altri indizi e ammiccando con link di ricette di cucina sarda quando a te sembrava di aver capito che si parlasse di musica. Predilige spesso l’autoreferenzialità e l’autocitazionismo, quindi se per qualche ragione sentite l’esigenza di decifrarlo vi basterà ascoltare le sue composizioni di 10 minuti con titoli tratti da aforismi di Schelling o Fourier.

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Tipica immagine-profilo del “Criptico”

10. Il Latin Spammer

E’ una figura solo apparentemente pericolosa, perchè unisce le virtù del Napoletano a quelle del più generico Morto di Figa. In sostanza spamma come non ci fosse un domani e con metodo, ma senza raccogliere alcun beneficio per la sua carriera artistica. Non ha ben chiaro che gli obiettivi di un musicista spammer devono essere i concerti o la vendita di dischi, piuttosto che mostrare le proprie doti amatorie a minorenni dell’Europa dell’Est. Possiamo identificarlo per il suo immaginario spinto a volte verso il fiabesco, le fate, i folletti, il paganesimo da festa del PD. Ma l’elemento più caratteristico è che ci prova con tutte, proprio tutte, senza aver chiaro se l’obiettivo è spammare la sua musica o se stesso in quanto maschio italiano.

Non sembra disdegnare l’indignazione per la Crisi e  l’antiberlusconismo, specie con toni moraleggianti. Non è ammissibile che un capo del governo vada a puttane, che abbia un’idea della donna così retriva e rozza. Eppure ritiene che la cosa che tira di più per promuovere un disco è proprio la figa, poi a lui non interessa altro. Fosse al governo, farebbe pure di peggio di un Berlusconi, ma per fortuna starà sempre su Facebook a perdere le giornate, o meglio, le nottate. Le sue attività si concentrano prevalentemente tra le 2 e le 4 del mattino.

 

 Post in collaborazione con Laura

 

Pill Pusher

Gluko Karp

Creatore della musica. Uno degli ultimi al mondo. Dominatore del linguaggio musicale e detentore del linguaggio del Pill Tapers. Si occupa della realizzazione delle droghe musicali e dello spaccio. E’ uno degli uomini più pericolosi in circolazione. La polizia musicale vuole la sua testa.
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