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Musica e Odio. Terapie uditivo-immaginarie per non uccidere nessuno

Musica e Odio. Terapie uditivo-immaginarie per non uccidere nessuno

Musica e Odio. Terapie uditivo-immaginarie per non uccidere nessuno

Musica e Odio. Terapie uditivo-immaginarie per non uccidere nessuno

Il 99% delle canzoni parlano d’amore. In effetti è un bell’argomento, ma anche l’odio non è male. È un sentimento umano e duraturo. Qui a Pill Tapes crediamo ai poteri terapeutici della musica e dunque vogliamo fornirvi tutte le soluzioni musicali possibili per digerire le varie sfumature dell’odio.

Spesso capita di accumulare rabbia contro qualcuno ma la violenza è una brutta cosa e per evitarla c’è solo un modo, sostituirla con l’immaginazione. Tu chiamala se vuoi, catarsi. In questi casi noi consigliamo di ispirarsi al grande cinema. Desiderate ardentemente torturare qualcuno? Non c’è problema, chiudete gli occhi, mettete su la vostra stazione radio preferita e immaginate una cosa del genere.

Come dimostra il celebre esempio, la musica serve a sentirsi a proprio agio e ad impersonare il ruolo del torturatore con un certo savoir faire. Terapia particolarmente indicata per odio verso: controllori dell’autobus, vigili urbani, pullotti in ronda notturna.

Nel caso in cui si tratti di un odio maturato nel tempo, soffritto in anni di soprusi quotidiani o germogliato da una grossa umiliazione mai vendicata ci sembra legittima l’aspirazione ad un regolamento di conti più vecchio stile. Qualcosa che vi autorizzi a non lavarvi per alcuni giorni per ottenere un primo piano sporco e sudato alla Sergio Leone. Ovviamente non vi staremo a precisare come la tensione giusta nasca da composizioni musicali di un certo livello. Rinfrescatevi la memoria (ma non le ascelle se no nessuno crederà che avete attraversato un lungo calvario nel deserto prima di questo momento).

Per rimanere in stile Morriconiano vi proponiamo anche una fantastica tarantella della morte tratta dalla colonna sonora di un film dei fratelli Taviani. Grazie a questa traccia potrete prima marciare e poi danzare sul cadavere immaginario del vostro nemico, sventolando gonnone pugliesi e agitando fieramente gambe non depilate. Sottofondo ideale per sfogarsi in liberatorie risate sataniche e conferire al trip catartico quel tocco di folklore che si addice a sentimenti primitivi come l’odio incontrollato.

Infine per concludere questa serie di terapie da cineteca consigliamo una proiezione mentale specifica per l’odio da avances moleste. Particolarmente indicata per incanalare la rabbia dovuta ad approccio insistente su pista da ballo.

Il più delle volte invece il nostro odio non è dovuto a una situazione specifica ma alla somma di tanti piccoli odi particolari, in questo senso c’è solo una canzone che parla di questo stato d’animo e la canta un giovane Morgan malvestito. Segnaliamo inoltre che la visione di questo video fornisce non solo catarsi ma anche un effetto collaterale di autocompiacimento per la propria capacità di abbinare i colori.

Tra i metodi che ci permettono di attraversare fasi acute di odio senza seminare morti c’è ovviamente anche l’ingiuria. Lo sanno bene i Tool che hanno dedicato questo pezzo a un tale che, narra la leggenda, sembra essersi autoinvitato a casa loro dicendosi “amico di un amico”, ha svaligiato il frigo, fatto lunghe telefonate e poi s’è dato alla macchia. Questa canzone è una specie di messaggio da parte loro lasciato sulla sua segreteria telefonica.

Trattiamo ora l’odio da invidia. In questo caso Rita Pavone consigliava una martellata in testa. Siete soli come cani e vi infastidiscono “le coppie che stanno appiccicate/ che vogliono le luci spente e le canzoni lente”? Non fateci caso e fatevi un balletto con questo vecchio classico.

Ma la forma più raffinata d’odio è di certo la proverbiale vendetta. Dunque gli ultimi due indispensabili link narrano di storie alla Kill Bill e lo dico perché così nel fantasticare vi possiate immaginare atletiche e snelle come Uma Thurman. Per tutte le donne tradite dunque ecco un pezzo che vi potrà far assaporare le suppliche di un uomo dal pisello troppo lesto.

Infine buttiamola in tragedia, si sa l’odio è anche autodistruttivo. In questo pezzo Kate Bush ci narra un storia niente male, ispirata alla visione del famoso thriller La sposa in nero. Praticamente alla protagonista uccidono il marito e lei si risposa con l’assassino per ucciderlo durante la luna di miele, infine si suicida. Don’t try this at home!

http://www.youtube.com/watch?v=4j_NH9rUu7w

ringrazio i miei validi compagni di ricerca rabbiologica: Luigi e Spineless – Foto di Nick D.Woods)

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