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Musica e scrittura digitale – Intervista a Piero Babudro

Musica e scrittura digitale - Intervista a Piero Babudro

Musica e scrittura digitale - Intervista a Piero Babudro

Musica e scrittura digitale – Intervista a Piero Babudro

In occasione dell’uscita del suo ultimo libro dedicato alla scrittura digitale, abbiamo intervistato Piero, non solo blogger e scrittore, ma anche grande appassionato di musica senza limitazioni. Abbiamo anche il piacere di condividere con voi una sua playlist.

 

Ciao Piero, cosa stavi facendo prima di rispondere a queste domande? 

Ciao, stavo sistemando un mobile.

 

Quale il tuo ultimo brano musicale ascoltato?

In questo momento sto ascoltando “I parade myself” dei Gang of Four. La prossima in lista è “Break” dei The Cinematics.

 

Perché scrivere nell’era delle emoticon generalizzate e delle sensazioni transitorie e ricorrenti?

Proprio per sopravvivere alle emoticon generalizzate, mettere ordine tra le sensazioni transitorie e ricorrenti e, in generale, non alzare bandiera bianca prima del tempo, prima che il mondo esterno ci raggiunga. Questo, almeno, in linea generale. Scendendo più nel particolare, ognuno conosce i propri motivi per scrivere, motivi che invariabilmente si rifanno alla necessità di un ordine che trascenda il caos attuale e che, in ultima istanza, getti le basi di un nuovo caos.

 

Cosa consigli a chi vuole scrivere su un blog? Tre o quattro semplici mosse per iniziare a pensare da blogger. 

Di studiare molto bene la scrittura, in quanto se è vero che il digitale ha imposto nuove regole di comunicazione, è anche vero che non si può prescindere dal considerarla come uno dei modi migliori per tessere relazioni con gli altri. Ecco, più che pensare da blogger, il mio consiglio è di essere sempre consapevoli che scrivere serve a costruire ponti tra persone.

 

È possibile secondo te leggere nel pensiero? E pensare nella lettura? (Disclaimer: è un esercizio di retorica)

Oddio, non mi sono mai posto questo problema, non in questi termini almeno. Non perché non mi incuriosisca, quanto perché si fa così tanta fatica a rimettere a posto i propri pensieri. Pensare nella lettura? Sì, è possibile. La lettura aiuta a organizzare le strutture logiche che sono la base del pensiero. L’immagine conferisce un significato istantaneo, ma è deficitaria in termini di profondità. Ecco perché nella società post-televisiva è, mediamente, il concetto di opinione pubblica è stato progressivamente sostituito da quello di audience. L’opinione pubblica produce ragionamenti autonomi, l’audience oscilla sulla lama del rasoio del “Mi piace/Non mi piace”.

 

Se c’è un rapporto tra scrittura e consapevolezza, di cosa si è consapevoli?

Si è consapevoli della forza delle parole, della loro capacità di produrre alternative proficue al rumore di fondo.

 

Che differenza c’è, se c’è, tra leggere un testo on line e leggerlo su carta?

C’è, eccome! Leggere un testo su video riduce di molto l’attenzione e la capacità di apprendere e metabolizzare i concetti.

 

Che rapporto c’è tra te, la musica e la scrittura? Come mai nel tuo libro hai voluto inserire delle sezioni dedicate non solo alla musica, ma anche al cinema?

Per me musica e scrittura sono due facce dello stesso amore viscerale. La musica mi accompagna mentre scrivo e, nel tempo, ho imparato a farmi delle playlist diverse a seconda del tipo di testo che devo produrre. La musica ci insegna il ritmo e il tempo: saperli maneggiare, quando si scrive, è fondamentale per non annoiare il lettore o perdersi nelle parole della mente. Ho voluto inserire un capitolo dedicato alla musica e due dedicati al cinema perché il nostro immaginario (inteso come la capacità di produrre immagini e storie) è stato pesantemente condizionato – anche e soprattutto in senso positivo, intendo – da musica, cinema, televisione. Come ho già detto in un’altra intervista, oggi come non mai la scrittura viene influenzata tanto dagli studi e dalla pratica sull’argomento quanto da un disco o da un film. Chi scrive, per lavoro o passione, deve tener conto di questo elemento.

 

Cosa ci consigli di leggere come prossimo libro?

Se amate la musica, e nello specifico il buon punk, non perdetevi “Come macchine impazzite. Il doppio sparo dei Kina” di Gianpiero Capra e Stephania Giacobone. In alternativa vi consiglio la raccolta di racconti “A est dell’Occidente” di Miroslav Penkov.

 

 

 

Pill Pusher

Gluko Karp

Creatore della musica. Uno degli ultimi al mondo. Dominatore del linguaggio musicale e detentore del linguaggio del Pill Tapers. Si occupa della realizzazione delle droghe musicali e dello spaccio. E’ uno degli uomini più pericolosi in circolazione. La polizia musicale vuole la sua testa.
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