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NEO(N)ELECTRONIQUE – Consigli per le vacanze – Jamie XX, Jaar, Flying Saucer Attack, DJ Koze

NEO(N)ELECTRONIQUE - Consigli per le vacanze - Jamie XX, Jaar, Flying Saucer Attack, DJ Koze

NEO(N)ELECTRONIQUE - Consigli per le vacanze - Jamie XX, Jaar, Flying Saucer Attack, DJ Koze

NEO(N)ELECTRONIQUE – Consigli per le vacanze – Jamie XX, Jaar, Flying Saucer Attack, DJ Koze

Avete preparato le valigie? Avete già salutato gli amici prima di partire?
Scommetto però che state ancora perdendo tempo nella scelta della musica da caricare nell’ipod: “cosa metterci?”. Il nostro sesto senso, unito al tempismo, ci fa correre in soccorso ad ogni vostro disperato appello a riguardo, et voilà, ecco le ultime uscite di elettronica assolutamente imprescindibili da portare in vacanza.

– JAMIE XX, “In Colour”
Un estro cristallino come quello di Jamie xx, al secolo Jamie Smith, non può essere arginato né taciuto. Oltre a darne prova costante con i suoi XX assieme agli amici di sempre Romy Madley-Croft e Oliver Sim, si cimenta in produzioni autonome, remix e collaborazioni ormai da diversi anni, a dispetto della giovane età. “In Colour” è il suo primo full lenght da solista, e basta un primo ascolto per assaporarne sin da subito la freschezza e la geniale capacità di comporre con accurato ragionamento senza per questo dare alla luce un album meramente cerebrale. Ci troviamo dentro tutta la Londra migliore – quella di Four Tet, Burial e gli stessi XX, quella degli arcobaleni dopo i grossi acquazzoni, dei sorrisi e della voglia di abbandonarsi a una visione policroma della realtà. Un disco in cui l’onestà è la prerogativa, in cui suonare semplice è valore aggiunto perché ogni dettaglio trova con naturalezza la giusta casella per comporre un mosaico variopinto che parla al cuore. Disco dell’estate per la sottoscritta, ma anche e soprattutto chiave di lettura perfetta per tutte le stagioni.

– NICOLAS JAAR, “Nymphs III”
Nicolas Jaar lo conosciamo tutti e non c’è bisogno di raccontare ulteriormente i confini di un talento che si allarga costantemente. Sapere preventivamente dove va a parare non è possibile, ma nelle sue due ultime perle musicali c’è una traccia e un percorso da seguire. La strada è tracciata, tuttavia si spezza e ricompone continuamente su linee che sferzano e obbligano a continui cambi di direzione. Le possibilità sono infinite e anche chi non sa nuotare può sguazzare liberamente in un mare elettronico incoerente e bellissimo.

– FLYING SAUCER ATTACK, “Instrumentals 2015”
Cosa avranno da dire questi inglesi che ritornano dopo un lungo letargo con un disco chiamato in maniera poco originale “Instrumentals 2015”? È solo l’ennesima occasione per far capire agli altri che abbiamo compreso cosa sia lo shoegaze? L’estate non è esclusivamente guazzabuglio tra sabbia dorata, cocktail impronunciabile e abbronzatura potente. Vi è sempre qualche spasimo meno confortevole, un temporale improvviso che per qualche ora scuote la routine tipica tra spiaggia, mare e lungomare. In tale spazio indefinito tra ambiente e noise si dipana un suono debordante che si accoglie guardando il mare increspato e dai contorni resi ancor più indefiniti dalla furia degli elementi.
Cosa sia questo fantomatico shoegaze non lo sa ancora nessuno.

– THE ORB, “Moonbuilding 2703 AD”
La classe non è acqua, si usa dire. Non hanno bisogno di presentazioni gli Orb, con il loro bagaglio compositivo che dagli anni ’90 ha fatto scuola a un numero infinito di artisti per tutto ciò che ruota attorno all’house, dub, e le correlate declinazioni che sfociano nel termine più ampio e vago di “elettronica”; ora, ne è passato di tempo dagli esordi, ma i nostri dimostrano ancora una volta di essere, ancora, in forma smagliante. L’album si apre con atmosfere rarefatte, in bilico tra suggestioni liquide che fluiscono in ambientazioni più evanescenti e – come richiama il titolo stesso dell’opera – spaziali. La cassa entra in gioco solo dopo una decina di minuti. Si viaggia in direzione Luna e s’incontra di tutto lungo il cammino, ogni passaggio avvolge e inebria i sensi, tribalismi, techno, aperture cosmiche e materia celeste. Si alternano sapientemente suite di puro ascolto in cui perdere cognizione spazio temporale ad episodi in cui i 4/4 picchiano senza possibilità di resa. I maestri ci conducono a destinazione con un morbido atterraggio dal sapore funk, a dimostrazione dell’indiscussa abilità nel maneggiare qualsiasi tipo di suono, e nel personalizzarlo.

– DJ KOZE, “DJ Kicks 50”
Per il 50 mix dei Dj Kicks di !K7 si è scelto un Virgilio d’eccezione, Dj Koze, il quale dimostra di avere tutte le carte in regola per imbastire un percorso sonoro di qualità eccelsa, perfetto per festeggiare l’importante ricorrenza. Nel dopo pranzo torrido dei mesi estivi, quando fuori è solo calura e frinire di cicale e il sudore fa appiccicare addosso i vestiti, il rifugio ideale è il letto di casa, con le serrande abbassate e una debolissima brezza che gira tra le stanze. Ecco, questo è lo scenario che immagino e in cui vedo calata a pieno la compilation: una dimensione intima, raccolta ma estremamente rilassata. Serve solo isolarsi dal resto dei rumori e lasciarsi abbracciare dal tocco soffice dei suoni, che passano da una selezione delicata del migliore hip hop alla carezza fluida di pezzi che brillano come diamanti – basta citare i Broadcast e le parole recitate da William Shatner, fino ad approdare ai brani conclusivi in cui la techno definisce i confini, seppur sfumati grazie alle contaminazioni. Un disco dalle tinte pastello dove il mixato, seppure eterogeno, suona come unicum che scorre coerente ed emozionante dall’inizio alla fine.

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